AS ROMA NEWS EL SHAARAWY KUMBULLA DYBALA – Essenzialmente, il tempo dell’attesa si può riempire in due modi: con i timori oppure con le speranze. Nel calcio i calciatori sono i soli a riempire le notti più o meno insonni di chi il pallone respira come addetto ai lavori o sia pure come semplice tifoso. Così, nella Roma, adesso si vivono dei giorni sospesi, emotivamente coniugati in questa maniera. Ovvio però che, in attesa di un poker di rientri importante, l’ottimismo sia la parola d’ordine che si respira in questi giorni a Trigoria, scrive La Gazzetta dello Sport.

In questo senso, come sempre, la carica la dà José Mourinho fa la differenza. Col riavvio del campionato, infatti, ricomincerà un periodo in cui i doppi impegni saranno la norma e per questo poter contare su rientri di Paulo Dybala, Marash Kumbulla e Stephan El Shaarawy significa entrare quasi nel lusso dopo le ultime ristrettezze nel turnover. Un terzetto del genere consentirà allo Special One di riavere un titolare sicuro per la sfida del primo ottobre a San Siro contro l’Inter e due cambi im portanti qualora occorra riprendere o blindare la partita.

Non bisogna dimenticare, poi, che il giovedì successivo la sfida interna contro il Betis di quelle che possono indirizzare il girone di Europa League e perciò far ruotare gli uomini potrebbe essere decisivo sotto ogni punto di vista. Insomma, Mourinho ci conta e lo staff medico giallorosso è in contatto con tutti i giocatori che in quest momento sono in giro con le rispettive nazionali. A cominciare da Dybala, che si era fermato precauzionalmente prima della partita con l’Atalanta e adesso non vuole perdere l’occasione di giocare con l’Argentina, con le convocazioni per il Mondiale che sono alle porte.

Oltre alla Joya, stanno tornando anche Kumbulla e del Faraone. Il rientro del centrale albanese è senz’altro una eccellente notizia per tutti, perché le partite ravvicinate richiedono sforzi supplementari. E Mourinho potrà far rifiatare a turno uno tra SmallingIbanez e Mancini.

Discorso simile si può fare per EI Shaarawy, che ha scoperto ormai la vocazione di asso nella manica. Probabilmente, se lo Special One avesse potuto contare sul suo attaccante di scorta, i numeri del reparto offensivo giallorosso sarebbero stati più ricchi, proprio perché l’ex milanista anche partendo dalla panchina sa spesso fare la differenza. La stima che Mou nutre per Stephan è evidente, anche se lo ritiene più utile a partita in corso che come titolare.

Tra l’altro, la vocazione al sacrificio del Faraone, quando è stato chiamato in causa, è sempre stata chiara, ma è ovvio che le specificità abbiano il loro peso specifico nella gestione delle singole partite. Morale: nella nuova Roma non si improvvisa nulla, e proprio per questo si sta cercando di correre subito ai ripari. Contro l’Inter perciò, se si eccettuano i lungodegenti Wijnaldum, Darboe e Karsdorp, in panchina ci saranno tutti. Tranne Mourinho per squalifica, ovvio, ma questa è un’altra storia.

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